Mike Patton: il crooner rock innamorato dell’Italia

A Prato viene Mondo Cane. Sí, lo so, tutti nomineranno Mike Patton e tireranno fuori i Faith No More. Qualche nerd zappiano invocherà i Mr. Bungle. Qualche temerario i Fantomas, qualcuno ben aggiornato i Peeping Tom, o un’altra a caso delle multiformi incarnazioni della rockstar in questione, che – Dio ce lo preservi in salute e curiosità artistica – ha attraversato e continuerà ad attraversare. Ma nessuno degli invocatori di cui sopra si avvicinerà a quel che succederà in Piazza del Duomo. Mondo Cane è, no, partiamo dall’ inizio.

Tutto nasce quando Mike Patton sposa un’emiliana, e si trasferisce a Bologna. La moglie gli fa sentire Celentano. Ma non solo. Anche Paoli, Bindi, Mal. E il cantante di “Epic” scopre un mondo. Tracce di questa infatuazione si troveranno anche nel testo di “Violenza domestica”, pezzo rumorista del secondo disco dei Mr. Bungle che cita apertamente “Una carezza in un pugno” in un contesto psicotico. Ma non è ancora Mondo Cane. Per questo dovremo aspettare ancora diversi anni. Poi, separatosi dall’emiliana melomane, ci vorranno un siciliano (Roy Paci), un pratese (Riccardo Onori) e un’orchestra di Salsomaggiore a fargli da terapeuti e a tirargli fuori quel mondo italiano che gli si è sedimentato dentro. Nasce Mondo Cane, mutuando il nome da quei filmacci-verità (ma falsi come Giuda) di Jacopetti che tanto segnarono il costume italiano negli anni ’60.

Mondo Cane è un progetto unico nel suo genere. La musica italiana di Paoli, Bindi, quella più sommersa di certi gruppi semisconosciuti, interpretati da un crooner impeccabile in piena crisi bipolare, con una vocalità che va dal soave all’estremo. Dal serio al faceto. Dal martello pneumatico allo stridore della lama affilata sulla carne viva. Pezzi rassicuranti interpretati in maniera tutt’altro che rassicurante. Però adagiati su un letto di archi quasi fosse un Sanremo diretto da Dario Argento. Questo è Mondo Cane. Un altro modo di interpretare Buscaglione, Bongusto o “i tuoi occhi sono fari abbaglianti” lontano dai revival e dalle rotonde sul mare. Un progetto che nasce e muore nel 2010. Risorge in America Latina, sempre cantato in italiano, qualche anno dopo. E poi riaffiora in Piazza Duomo al Settembre (e in una data successiva agli Arcimboldi di Milano), nel 2019.

La colpa è ancora di un pratese, anzi, di diversi pratesi. Di un organizzatore che ha fortemente voluto che questo accadesse, ricorrendolo per anni, e di un’orchestra, la sezione degli archi della Camerata Strumentale Città di Prato, che sosterrà la voce di Mike Patton in questa nuova seduta psicanalitica collettiva.

Fabio Fantini

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