I maiali sono brave persone

anno del maiale
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Una notizia. Se avete amici nati nel ’95, figli nati nel 2007, genitori o zii del ’71, fratelli dell’83, mandate loro un messaggio, metteteli in guardia, avvisateli con una telefonata. Tai Sui, il Dio dell’età, sarà presto molto incazzato con loro. E loro possono poco: dovranno cercare di schivare la sua ira senza dileggiarlo per un intero anno, l’anno che sta per cominciare, l’anno di cui sono figli. L’anno del Maiale.

Prima rivelazione: lo chiamiamo “capodanno cinese”, ma è una specie d’invenzione linguistica etnocentrica e distorta. In Cina il capodanno, incredibile a dirsi, è proprio il primo gennaio, come a Carmignano, Atlanta, Berlino e Genova. Quello che noi chiamiamo in quella maniera è in realtà “La Festa di Primavera”, la più importante festività della Cina, paragonabile alle nostre feste natalizie. Tradizionalmente, il periodo dura due settimane (proprio come le feste natalizie), dalla fine dell’anno lunare fino alla Festa delle Lanterne, che cade il quindicesimo giorno del primo mese lunare. Un grande giro di parole e numeri tipo pasqua-pentecoste che dà alle fasi lunari il potere di determinare una convenzione per cui ci si ritrova al ristorante. Quest’anno, quel giorno, è il 5 febbraio.

Seconda rivelazione: ai cinesi che vivono a Prato e nella provincia – siamo andati a vedere – questa storia della Festa di Primavera interessa davvero poco. Certo, ci sono casi sporadici di entusiasmo, ma meno di quanti ci si aspetterebbe di trovare, specie guardando il mondo dall’oblò della provincia, dove il rispetto per la cultura altrui passa sovente dalla mitizzazione di simboli che in realtà non sono più cari ai migranti di quel luogo. Si vede, si sente. Scorrendo per le vie di Chinatown – che qualcuno in città vorrebbe costringerci a chiamare “Macrolotto zero” per salvare una presunta identità lessicale da difendere – non ci sono grandi Maiali che campeggiano nelle vetrine; non ci sono appuntamenti spontanei fissati per i festeggiamenti; non ci sono persone a cui chiedere cosa significhi entrare nell’anno del Maiale.

Questa è notoriamente una città con molti cittadini cinesi, nati in Cina o figli di genitori che da lì provengono. In Italia e all’estero questo dato è di dominio pubblico, attorno si è creata una narrazione (spesso negativa). Per essere precisi il primato di Prato rispetto alle altre realtà extra-cinesi, avendo speranza che questo non costituisca una terza rivelazione, è quello di avere la maggior densità di abitanti con quella nazionalità rispetto al totale della popolazione: circa 20 mila su 190 mila censiti dal Comune, più di uno su dieci.

In Cina le celebrazioni della Festa di Primavera corrispondono al momento dell’anno in cui le famiglie si riuniscono e si fanno offerte per le divinità e per gli antenati. Se sono Buddhisti si prega Buddha e si pulisce la casa dallo sporco dell’anno passato per fare posto alla felicità e alla buona sorte che arriveranno con il nuovo anno. (Ecco da dove viene l’espressione “pulizie di primavera”, che abbiamo in fretta declinato come “pulizie di pasqua”).

Fra contaminazioni, riti e mitologie di ritorno, abbiamo cercato di capire comunque cosa significhi il fatto che anche a Prato – come a Comeana, La Briglia, Stoccolma e Napoli – sia cominciato l’anno del Maiale.

Le battute, dato che quel pacioso animale per gli italiani è sacro soprattutto a tavola e a letto, sono facilissime. Quindi le lasciamo volentieri alla fantasia di chi le pronuncerà. È invece interessante comprendere come attorno a questa festa sia fiorito soprattutto un afflato di carattere commerciale-economico. Lo scambio di regali nelle buste rosse, che spesso contengono denaro, è il simbolo di questo comportamento. Un solo dato per comprendere: l’applicazione Wechat, la più utilizzata al mondo per lo scambio di messaggi fra persone che parlano il mandarino, permette di inviare una somma di denaro in una “busta rossa” virtuale.

Topo, Bue, Tigre, Coniglio, Drago, Serpente, Cavallo, Capra, Scimmia, Gallo, Cane e… Maiale. Secondo il calendario tradizionale cinese siamo all’ultimo animale del ciclo. Se nascete quest’anno o se siete nati nel 1935, 1947, 1959, 1971, 1983, 1995, 2007, siete del Maiale. Secondo le antiche superstizioni cinesi il 2019 vi metterà dunque davanti diverse sfide da affrontare. Secondo l’astrologia cinese, come si anticipava, l’anno del proprio segno porta sfortuna: ogni volta che cade l’anno corrispondente al proprio segno si offende Tai Sui, il Dio dell’età. Ci sono cinque tipi di maiali, ciascuno con caratteristiche diverse: d’oro, di legno, d’acqua, di fuoco o di terra. Questo è proprio l’anno del maiale di terra. 

A meno che non lo siate voi stessi, vi farà piacere sapere com’è un Maiale: diligente, compassionevole e generoso. Altro che Bilancia e Scorpione. I Maiali – apprendiamo da siti specializzati – «sono dotati di grande concentrazione e determinazione: una volta che si sono posti un obiettivo, impiegano tutte le loro energie per raggiungerlo. Raramente chiedono aiuto quando sono in difficoltà, ma sono sempre pronti a dare una mano agli altri». E ancora, «Le persone del Maiale non sono sospettose e spesso tendono a essere ingenue, caratteristica che le rende bersaglio facile per gli inganni. I nati sotto il segno del Maiale riescono a mantenere una relativa calma di fronte alle difficoltà: non importa quanto sia difficile il problema che stanno affrontando, sono in grado di gestire le cose con calma e attenzione. Hanno un grande senso di responsabilità che li porta a finire sempre quello che hanno iniziato». Alla luce di tutto questo non ci si può che augurare di essere Maiali. O di incontrarli. Si può cominciare con il festeggiare il loro anno e, dato che sono brave persone, star loro vicino fino alla prossima festa di Primavera, quando cominceremo ad occuparci dei Topi.

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